Modalità:  
giovedì 25 aprile 2024    Registrazione  •  Login
 
   
 
   
   
   
 
 
     
 
   JAZZ BLOG Riduci
parla3s.gif

sono disponibile a ricevere domande o pareri di vario genere, possibilmente sul... jazz.
Per aggiungere un parere fate clic su -Commenti-, scrivete nello spazio e per inviare fate clic su -Aggiungi commento-.
 
 
     
     
 
   Blog_Archivio Riduci
 
Stampa    
     
     
 
   Indice dei Blog Riduci
 
 
     
     
 
   Blog_List Riduci
 
Stampa    
     
     
 
   View_Blog Riduci

Inviato da: 1455845@aruba.it
30/04/2008 1.35

una allieva mi ha scritto che, alla fine di un lavoro commerciale, si sente intimorita pensando al proprio futuro. Posso capirlo perfettamente: il musicista jazz, in italia. lavora solo se ha dietro un plutocrate, un politico o un esponente del clero. Tutti gli altri, circa il novanta per cento, devono offrire la loro abilità strumentale nel campo della musica commerciale oppure dedicarsi all'insegnamento. L'imperativo è sempre lo stesso: 'conosci te stesso'. Può darsi che fare il galoppino ad un politico, un plutocrate o un vescovo, ti sia congeniale. Così come è possibile che stai bene e ti diverti a suonare con gli esponenti della canzone commerciale e che, invece, trovi frustrante l'insegnamento. Bisogna capire cosa è giusto per sè stessi. Conosco tanti musicisti che fanno altri lavori, per avere la libertà di suonare solo ciò che piace a loro. Altri hanno fatto scelte diverse. Escludendo i raccomandati, dei quali ho già detto, le migliori carriere le ho viste fare a chi ha saputo giostrarsi fra il jazz, la classica, la musica commerciale e l'insegnamento. Ma più del talento, la preparazione e la versatilità, conta la capacità di allacciare e mantenere il rapporto con chi può dare lavoro. 

Tags:

Nome:
Titolo:
Commento:
Aggiungi Commento    Annulla