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Inviato da: 1455845@aruba.it
24/09/2006 10.52

nel jazz, l'ideale è avere un proprio suono e l'obiettivo più alto è sicuramente riuscire ad organizzare un proprio gruppo che abbia un proprio suono... pertanto è proprio mancanza di cultura elogiare queste imitazioni di miles, coltrane o charlie parker et similia... quando un artista tende a raggiungere un suono che lo rappresenti, che lo riassumi... sente la vastità e la difficoltà dell'obiettivo... mentre che c'è di più tranquillo di rifarsi ad un modello collaudato e famoso? intrinseca assenza di una autentica sensibilità artistica in chi lo fa... e si pensi che raggiunto un "proprio" suono si è solo a metà dell'opera: poi bisogna riuscire ad avere un proprio suono di gruppo anche ripetendo un organico strumentale consolidato... si pensi a bill evans o a john coltrane: che c'è di più comune di un trio piano, contrabbasso e batteria o di un quartetto di sassofono più sezione ritmica... evans e coltrane sono stati capaci di dare a questi due organici un suono d'insieme inconfondibile.

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1 commenti...

Re: avere un proprio suono: questo è l'ideale

Hai propio ragione! Oggi è difficile trovare un musicista che non sia un clone, ma questo vale per tutto il campo artistico in generale. Innovatori, come lo sono stati: Charles Mingus, Sun Ra, John Coltrane....adesso sono veramente pochi. La gente trova più facile immedesimarsi in un' immagine già consolidata, l'individualità del musicista, come quella del pittore, del regista... è andata in frantumi. Non c'è più la voglia di ribbellarsi a questa sorta di omologazione fortzata esercitata in primis dai massmedia. Le nostre idee vengono schiacciate dal potere della formalità e dalla voglia di appartenere ad un gruppo. La difficoltà maggiore è seguire le propie idee, ragionare con la propia testa e ci si trova spesso soli. In pochi hanno questa forza e la maggior parte vengono emarginati ai confini della società. Per un musicista che ha un propio suono, ha un propio suono di gruppo, le difficoltà non sono finite, anzi...Bisogna trovare l'approvazione, anche se in piccola dose, di un gruppo di persone disposte ad ascoltare e reagire al "discorso musicale"...perchè la musica è un linguaggio che deve essere ascoltato, la comunicazione è molto importante. Oggi dicono tutti le stesse cose.
Il mio blog è cariamicidellanotte su windows live spaces.

Da Francesco a   25/09/2006 16.24

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